Cosa Sono I Chakra? Ecco La Guida Completa

Se praticate yoga o conoscete un po’ di filosofia indiana, ne avrete certamente sentito parlare. Vediamo insieme cosa rappresentano i 7 chakra.

cosa sono i chakra 2
INDICE

I chakra sono centri energetici che si trovano nel corpo astrale, lungo la spina dorsale, partendo dalla sua base e proseguendo verso l’alto, fino alla sommità della testa. Ogni parte del corpo fisico ha una corrispondente parte del corpo astrale che, però, non può essere vista o toccata. Ciascun chakra corrisponde a una ghiandola del corpo e si riferisce a specifici aspetti spirituali, emotivi, psicologici e fisici.

Se facciamo riferimento a religioni come l’induismo o il buddismo, i chakra sono punti focali di energia, che viene denominata anche Prana. Il numero esatto di chakra, come anche la posizione, dipende dalla tradizione: nel buddismo ce ne sono quattro, in molte forme di induismo, invece, sette, collegati tra di loro.

I testi Tantrici ne descrivono 114: sette sono maggiori, 21 minori e 86 sono i micro chakra. Di questi, 112 sono presenti all’interno del corpo, mentre due sono collocati al suo esterno. Questo elemento è andato a influenzare molte pratiche olistiche nel mondo, inclusi lo yoga, l’Ayurveda o alcune terapie di stampo moderno, come i bagni sonori.

Prima di vedere come i chakra vadano a bloccarsi e quindi influenzino il nostro stato di salute, andiamo ad approfondire un po’ di storia, il significato del termine e a quali organi corrispondono nel nostro corpo fisico.

La storia dei Chakra

Per sapere quando ha avuto origine il sistema dei chakra, basta guardare all’India tra il 1500 e il 500 a.C., quando compare il testo più antico dell’induismo, ovvero i Veda. Con il passare del tempo, il concetto di “chakra” si è evoluto, influenzando varie tradizioni indù e buddiste, che assumono il nome di Tantra.

All’inizio del XX secolo, ci furono spiritualisti e occultisti europei, che pubblicarono libri proprio sugli aspetti dei Tantra e che includevano i Chakra: sono questi i testi sui quali si basa la conoscenza occidentale di questi centri energetici.

L’associazione dei Chakra con i colori dell’arcobaleno deriva anche dallo stesso periodo, inclusa quella con i metalli, i segni astrologici, i cibi o le erbe, i cristalli, i minerali e persino i tarocchi.

Che cosa significa “Chakra”?

Come abbiamo detto, induismo e buddismo considerano i chakra centri energetici del nostro corpo, per l’esattezza segnano i punti in cui le nostre energie spirituali si incontrano. Se vogliamo partire dal significato del termine, possiamo tradurlo come “ruota”, infatti la forma dei chakra assomiglierebbe proprio a quella di un disco che gira.

Altri sostengono che i Chakra abbiano la forma di fiori appesi alla spina dorsale, ma se ci atteniamo alle antiche scritture, sembra proprio che siano simili a una sfera o una palla, tanto che la stessa Terra sarebbe un Chakra maggiore del sistema solare o uno minore della nostra galassia, la Via Lattea.

Per quanto concerne invece le dimensioni, c’è chi sostiene che cambino in base al flusso di energia, ma sono sempre le scritture a informarci di Chakra di piccole dimensioni, visto che si trovano nel midollo spinale astrale, che a sua volta è collocato in quello fisico.

Quali sono i chakra e dove si trovano?

La tradizione alla quale si rifà il mondo occidentale è quella dei sette chakra, ognuno con caratteristiche distintive, che andiamo a vedere insieme.

1. Muladhara: il chakra della radice

Muladhara - il chakra della radice

In sanscrito è Muladhara e si traduce come “chakra della radice”, il primo chakra che solitamente si colloca alla base della colonna vertebrale. Si lega al colore rosso e il suo elemento è la terra.

Questo chakra influenza il modo in cui ci si connette al mondo e controlla sentimenti come quelli di sopravvivenza, di ambizione, di dipendenza e stabilità. Di contro, il suo squilibrio comporta paura e insicurezza, causando grande frustrazione.

Il suo simbolo è il fiore di loto a quattro petali, un quadrato e un triangolo rivolto verso il basso: ognuno di questi elementi rappresenterebbe i quattro aspetti della mente umana, che si uniscono e formano la coscienza.

Per equilibrare questo chakra ci sono alcune posizioni yoga molto utili, come quella dell’albero (Vrkshasana) e quella della montagna (Tadasana).

2. Svadhishthana: Il chakra sacrale

Svadhishthana - Il chakra sacrale

Si trova esattamente sotto l’ombelico e irradia luce arancione: il chakra sacrale rappresenta l’elemento acqua ed è responsabile della sessualità, della creatività, dell’intuito, dell’autostima, la compassione e l’adattabilità.

Quando è sbilanciato, provoca esplosioni emotive, mancanza di creatività e ossessione del sesso. Il suo simbolo è un insieme di cerchi, una falce di luna e sei petali di fiori di loto. I cerchi e la luna rappresentano la natura ciclica della vita, morte e rinascita, mentre i sei petali corrispondono ai sei aspetti negativi della natura umana, da superare se si vuole aprire il chakra.

Per farlo possiamo aiutarci con posizioni yoga come quella del corvo (Kakasana) o pose in piedi come il triangolo (Trikonasana).

3. Manipura: Il chakra del plesso solare

Manipura - Il chakra del plesso solare

Manipura è una parola sanscrita che significa “città dei gioielli”: questo chakra si trova tra la cassa toracica e l’ombelico. Il colore che lo contraddistingue è il giallo e l’elemento al quale è legato è il fuoco.

Questo chakra è il centro dell’autostima e di emozioni come l’ego, la rabbia e l’aggressività. Chi lo ha squilibrato può avere difficoltà digestive, problemi al fegato o ancora il diabete. A livello emotivo, invece, può causare depressione e bassa autostima.

Il suo simbolo è un triangolo rivolto verso il basso, posto all’interno di un fiore di loto a dieci petali, che rappresentano dieci elementi negativi da superare, mentre il triangolo corrisponde all’Agni Tattva o fuoco dell’energia kundalini, ovvero la nostra forza interiore.

Per riequilibrarlo, si possono usare posizioni come Paschimottanasana, ovvero in avanti seduti, la posa del cobra (Bhujangasana) e quella dell’arco (Dhanurasana).

4. Anahata: Chakra del cuore

Anahata – Chakra del cuore

Come dice il nome stesso, questo chakra è collegato a cuore e polmoni, infatti si pensa che sia collocato al centro del sistema cardiovascolare. Tramite questo, i chakra superiori vengono collegati a quelli inferiori e viceversa.

Il colore che lo contraddistingue è il verde, mentre l’elemento al quale lo si può associare è l’aria. Questo chakra è legato a sentimenti come la compassione, la fiducia, la passione e l’amore per sé stessi e per gli altri, per cui, quando è sbilanciato, provoca rabbia, mancanza di fiducia, ansia, paura, gelosia.

Da un punto di vista fisico, può comportare pressione alta, palpitazioni e problemi cardiaci. Il suo simbolo è composto da due triangoli, che si intersecano a formare uno yantra, ovvero il simbolo che raffigura l’equilibrio tra yin e yang, o forze che vanno verso l’alto e verso il basso.

Nella parte esterna è presente un fiore di loto con 12 petali, che raffigura le 12 qualità divine associate al cuore.

Per sbloccare questo chakra potete eseguire pose come il mezzo ponte o Ardha Setubandhasana e la posizione del pesce o Matsyasana.

5. Vishuddha: Chakra della gola

Vishuddha – Chakra della gola

Questo chakra viene associato al collo, alla bocca, alla lingua e ad altre parti che sono comprese in quest’area. Si caratterizza per il colore blu e l’elemento al quale è associato è l’etere; si lega all’espressione di sé, alla comunicazione e alla fiducia, inoltre regola il flusso degli ormoni e aiuta a esprimere, in maniera positiva, i pensieri interiori.

Il suo simbolo è un fiore di loto a 16 petali, che circonda un triangolo capovolto, con un cerchio al suo interno. Queste immagini stanno a indicare la crescita spirituale e la purificazione del corpo, della mente e dello spirito.

Quando è squilibrato, si possono avere un senso di timidezza, grande calma, debolezza e difficoltà a esprimere i propri pensieri. Per stimolarlo potete praticare asana come la verticale o Sarvangasana e la posa dell’aratro o Halasana.

6. Ajna: Chakra del terzo occhio

Ajna – Chakra del terzo occhio

Il chakra Ajna, detto anche Terzo Occhio, si posiziona tra le sopracciglia. A differenza degli altri, non viene associato ad alcun elemento, ma viene rappresentato dal colore indaco. Secondo la tradizione, controlla l’intelletto, l’intuito, la saggezza e il potere spirituale, per cui, quando è ben aperto ed equilibrato, permette di notare le varie connessioni nel mondo, ma non solo in quello fisico e libera da tutti gli attaccamenti terreni.

Quando non è aperto, si possono verificare mal di testa, emicranie o problemi alla vista come l’offuscamento. Il suo simbolo è un triangolo capovolto, che poggia in un cerchio, tra due petali di loto.

Sia questi, sia la piramide che volge in basso raffigurano la saggezza: si dice infatti che meditare su questo chakra distrugga il karma delle vite passate e porti alla liberazione e alla conoscenza intuitiva.

Per stimolarlo attraverso le posizioni yoga, dovremo eseguire il Shirshasana o verticale.

7. Sahasrara: Chakra della corona

Sahasrara – Chakra della corona

Il chakra della corona o Sahastrara si posiziona in cima alla testa e quindi risulta essere il più alto dei sette chakra principali. I colori che lo rappresentano sono il viola o il bianco ed è considerato come il più spirituale dei chakra centrali, tanto che viene anche definito del “loto dei mille petali”.

La sua apertura connette l’uomo al sé superiore, in quanto è legato al cosmo e alla saggezza interiore. Quando è sbilanciato, comporta depressione, disconnessione dal mondo esterno, frustrazione e una serie di emozioni distruttive.

Il suo simbolo è un anello di mille petali di loto, appunto, che circonda un triangolo capovolto: sta a indicare l’ascesa dell’energia divina, che porta alla liberazione spirituale e all’illuminazione.

Per allinearlo e stimolarlo, potete praticare la verticale, ovvero il Shirshasana, tra le posizioni yoga.

I chakra possono influenzare la salute?

Il concetto di chakra è legato ai primi concetti indù di corpo fisico e corpo sottile: mentre il primo è caratterizzato da una massa visibile, il secondo, che include mente ed emozioni, è costituito da energia e pertanto è invisibile a occhio nudo.

All’interno di questo sistema, è proprio l’energia a influenzare il corpo fisico e viceversa, quindi lo stato dei chakra può, in teoria, intervenire anche sulla salute dell’uomo. All’interno dei chakra c’è infatti il Prana, l’energia di guarigione, che si trova attorno e dentro di noi e che ci mantiene sani e felici.

Ma cosa dice la scienza a proposito? Non ci sono prove che supportino l’esistenza dei chakra, anche se ci sono degli scienziati che sostengono corrispondano a parti del nostro fisico, per l’esattezza al sistema nervoso.

Questo si compone del cervello e della colonna vertebrale, che contengono i nervi che si diramano da questa in fasci, definiti plessi, e che si collegano alle altre parti del corpo. Lo studio del 2017 su un cadavere ha identificato che il chakra della radice potrebbe essere correlato al plesso ipogastrico inferiore, in grado di inviare segnali agli organi riproduttivi e al retto.

Le terapie basate sui chakra funzionano?

Non abbiamo prove scientifiche in merito, perché mancano ricerche specifiche e, quelle presenti, non hanno la capacità di dimostrare al 100% che un miglioramento sia effettivamente dovuto alla stimolazione dei chakra.

C’è uno studio del 2021 che ha valutato i chakra delle persone sottoposte a delle cure in una clinica dove si pratica l’agopuntura: secondo gli studiosi, l’89% dei pazienti non presentava energia in corrispondenza dei meridiani dei chakra.

La conseguenza di questa situazione, a parere degli studiosi, può comportare un maggiore rischio di contrarre il Covid-19. Tuttavia, lo studio non ha messo in luce se le terapie basate sui chakra possano aiutare a curare o prevenire questa malattia, infatti i partecipanti non erano infetti, ma avevano problemi come ansia, mal di schiena o dolore articolare.

Secondo le discipline antiche, come ci si accorge se un chakra è bloccato?

Se facciamo riferimento al pensiero di Diane Malaspina, specialista in medicina terapeutica yoga, i chakra, più che bloccarsi, possono sbilanciarsi. Parliamo quindi di un flusso di energia che va a esaurirsi o a manifestarsi con troppa veemenza.

Nel primo caso ci saranno difficoltà a esprimere tutte le qualità associate al chakra, nel secondo si avrà una loro maggiore manifestazione, con risvolti fisici ed emotivi. Malaspina prende a esempio il primo chakra, che attiene alla sicurezza, alla sopravvivenza e alle fondamenta della nostra vita.

Se è poco attivo, possono manifestarsi depressione e insicurezza; se è iperattivo, il soggetto sarà molto impavido e non userà le dovute precauzioni. Secondo Guadalupe Terrones, insegnante di yoga certificata e maestro guaritore di reiki, è importante fare attenzione a tutte le manifestazioni fisiche e psicologiche, per capire quando un chakra è sbilanciato.

Inoltre, fattori che possono comportare un disequilibrio sono un eccesso di stress, una cattiva postura, avere comportamenti autodistruttivi e così via. Secondo Terrones, un prolungamento di atteggiamenti e situazioni simili, comporterà anche malattie, problemi muscolo scheletrici, ansia e depressione.

Come bilanciare i chakra?

image

Ogni chakra ruota a una frequenza e una velocità specifiche, che possono cambiare a causa di una serie di fattori: questi comportano una distribuzione del prana o energia che non corrisponde a quella armonica, per cui i chakra vanno a squilibrarsi.

Ci sono molti metodi che possiamo provare per cercare di rimetterli nella giusta via:

1. Dieta

Quando i chakra perdono il loro equilibrio, questo è dovuto a uno sbilanciamento dei cinque elementi nel corpo: una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali, permette di rimettere tutto al suo posto.

2. Asana

Ne abbiamo citati alcuni più sopra: le posizioni yoga non solo stimolano i chakra ma migliorano il loro funzionamento, aprendo la strada per l’autoguarigione, se vogliamo attenerci alla tradizione.

Lo yoga, infatti, combina movimento e respirazione, che aiuta a calmare il sistema nervoso. L’attivazione della risposta di rilassamento generalmente avvantaggia la salute, in particolare per le persone che sono spesso stressate.

3. Respirazione

Praticare il Pranayama ovvero l’arte della corretta respirazione, che fa confluire l’energia nella maniera giusta, aiuta ad aumentarla nel corpo, rimuovendo quella stantia e che crea solo accumuli negativi da smaltire.

4. Meditazione

Molti praticano la meditazione per sbloccare i chakra: indipendentemente dal fatto che agisca realmente o meno su questi centri energetici, ci sono studi che hanno dimostrato che apporta benefici alla salute mentale e fisica.

Per l’esattezza, meditare riduce lo stress, allevia ansia e depressione e fa abbassare la pressione sanguigna. In uno studio del 2020, eseguito su 223 partecipanti che si erano iscritti a vari programmi di meditazione basati sui chakra, si è potuto verificare che questi hanno riportato riduzioni generalizzate dell’ansia e miglioramenti sulla percezione della loro salute.

Tuttavia non c’è stato un confronto dei risultati con un gruppo di controllo, per cui non si può affermare con certezza che sia l’intervento sui chakra il motivo di tale condizione. Di contro, il senso di benessere che comporta il meditare, può avere un impatto valido sulla salute mentale e fisica.

Uno studio del 2019, eseguito sugli anziani di Taiwan, ha riportato che quelli che riferivano di un certo benessere spirituale, avevano punteggi più bassi per la depressione e più alti per la percezione di essere in buona salute. Ma come mai si trovavano in questo stato di benessere? Perché praticavano esercizi di rilassamento!

5. Mudra

I mudra sono gesti delle mani eseguiti nello yoga e nella meditazione, con lo scopo di concentrare l’energia dove è più necessaria. Per bilanciare i chakra, basterà eseguire il mudra corrispondente alla parte del corpo da trattare.

Conclusione

I sette chakra sono elementi potenti, posizionati sul corpo energetico, che aiutano a mantenere un sano equilibrio fisico ed emotivo. Osservare questi centri, perdere un po’ di tempo ogni giorno per mantenerli attivi nel giusto modo, con lo yoga o la meditazione, è una buona pratica se vogliamo sentirci bene con noi stessi.

Chi segue la filosofia orientale, può anche coltivare questa energia per sintonizzarsi con il vero Sé, per connettersi con la parte divina che alberga in noi. Migliorare il proprio stile di vita, seguendo anche la teoria dei chakra, non potrà che apportare tanti benefici a lungo termine!

Hai trovato questo articolo utile?