Mudra, Le Gestualità Che Si Usano Nello Yoga: Quali Sono E Cosa Significano

I mudra sono gesti, prevalentemente eseguiti con le mani, usati nello Yoga per incanalare la forza vitale: vediamo insieme quali, quanti sono e qual è il loro significato

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INDICE

I mudra sono gesti sacri e ricchi di simbologia, che possiamo trovare non solo nello Yoga, ma anche nelle religioni come il buddismo, l’induismo e il giainismo.

Il significato di questa parola è “gesto”, ma anche “segno” o “sigillo”, infatti consta proprio in movimenti, fatti prettamente con le mani, in grado di concentrare l’energia e dirigerla nella giusta maniera, durante lo Yoga o la meditazione.

Grazie anche all’unione delle mani (ed è per questo che spesso la parola mudra si traduce come “sigillo”), il prana, ovvero l’energia, fluisce ed è perciò in grado di sbloccare i chakra, i centri collocati nel corpo, attraverso i quali questa passa.

Dato che le mani sono ricche di punti stimolati dalla digitopressione e dalla riflessologia, alcuni mudra hanno effetti curativi, altri invece esprimono solo dei simboli.

In molte tradizioni religiose e spirituali vengono utilizzati più di 400 mudra, usati non solo come gesti sacri ma anche in performance come la danza indiana. Ogni mudra ha un simbolismo unico e ben caratterizzato: non ci sono solo quelli delle mani (hasta): ci sono anche quelli del corpo, detti kaya, e della coscienza, detti citta. Vediamo insieme le loro applicazioni, dall’Ayurveda allo Yoga.

Ayurveda e mudra

Quando parliamo di Ayurveda intendiamo quella disciplina medica olistica, il cui termine sta a indicare “scienza della conoscenza della vita”, quindi integra anche una filosofia e uno stile di vita, che hanno lo scopo di garantire il benessere in toto dell’uomo.

Nato in India migliaia di anni fa, si basa sul principio secondo il quale ogni persona, sin dalla nascita, ha una costituzione unica e irripetibile, che fa rientrare ognuno di noi in uno dei tre tipi di Dosha.

Si tratta di Vata, Pitta e Kapha, ovvero tre principi chiave che, combinandosi, danno vita all’universo e agli individui.

Anche se il significato della parola Dosha è “impurità”, non deve essere intesa in senso negativo, in quanto indica gli umori e i principi fisiologici che guidano i nostri microcosmo e macrocosmo.

Sono molto influenzabili e, quando sono in squilibrio, possono renderci maggiormente esposti alle malattie.

Allo stesso tempo, l’Ayurveda spiega che il corpo è composto anche da cinque elementi, i cosiddetti tattva, nei quali si manifestano i Dosha: fuoco, aria, spazio, terra e acqua.

Ognuno di questi corrisponde a un dito della mano, nei quali, quindi, scorre anche il prana, ovvero l’energia. Possiamo aumentarlo o diminuirlo in una parte specifica del corpo, anche tramite i mudra.

Per questa ragione, conoscere i mudra significa poter intervenire consapevolmente sul proprio corpo, ripristinando un equilibrio e fornendo un supporto al nostro corpo nella gestione della stanchezza e del dolore.

Cosa rappresentano le dita?

Come abbiamo appena detto, ogni dito rappresenta un elemento e, per l’esattezza:

  • Il pollice corrisponde al fuoco
  • L’indice corrisponde all’aria
  • Il medio corrisponde allo spazio
  • L’anulare corrisponde alla terra
  • Il mignolo corrisponde all’acqua.

I cinque prana invece sono i seguenti:

  • Apana ovvero la forza impiegata nella secrezione, quindi la sudorazione, la minzione e così via.
  • Samana ovvero la forza usata nel metabolismo e quindi anche nella digestione.
  • Prana ovvero la forza impiegata dal cuore per pompare il sangue.
  • Vyana cioè la forza che permette alla circolazione di funzionare e al corpo di muoversi.
  • Udana ovvero la forza usata dalle parti superiori del corpo, quindi quella che serve per parlare, pensare, muovere gli occhi e la bocca e così via.

Quando andiamo quindi a eseguire un mudra, la punta delle dita dà il via a un circuito energetico che attiva un tattva specifico. Il pollice offre il calore del respiro, per cui quando tocca l’indice, legato all’aria, il movimento del respiro migliora in tutto il corpo.

Il dito medio, unendosi al pollice, aumenta lo spazio; l’anulare insieme al pollice attivano il senso di stabilità e, infine, il mignolo, unito al primo dito, può contribuire al miglioramento della circolazione.

Vediamo insieme quali sono e come vengono usati i mudra nella pratica dello yoga.

I mudra più comuni

Ecco i cinque mudra che possiamo considerare come i più usati e anche tra i più facili da eseguire.

1. Namaskar Mudra

Namaskar Mudra

In questo mudra dovremo unire i palmi delle mani e le dita, come in una posizione di preghiera, davanti al cuore. In questo modo andremo a bilanciare i due lati del corpo, invocando calma e compassione, elementi che ne fanno un mudra ideale per la meditazione.

2. Mudra del mento

Mudra del mento

Un altro mudra molto comune è il mudra del mento, Chin Mudra o della saggezza, che implica il contatto di pollice e indice, con le mani sulle ginocchia e i palmi rivolti verso l’alto. La pressione tra le dita deve essere pari a quella che si esercita quando si tiene un foglio di carta in mano.

Grazie a questo mudra potrete migliorare la concentrazione nella meditazione e sarete in grado di perfezionare l’arte del Pranayama, ovvero la corretta respirazione, utile anche nella prevenzione del Covid.

3. Gyana o Jnana Mudra

Possiamo considerare il Gyana Mudra come una variante del precedente, visto che la posizione delle mani è la stessa, ma i palmi e le dita sono rivolti verso il basso.

Le sue finalità quindi sono le stesse, ma la differenza sta nel momento della giornata in cui usarli: il Chin Mudra al mattino, per prendere energia dal sole, il Gyana Mudra al tramonto, per mantenerla.

4. Vayu Mudra

Vayu Mudra

Per creare questo mudra basta piegare il dito indice alla base del pollice, il quale va incrociato sopra l’indice. Non deve essere però confuso con il Chin Mudra, in quanto, anche se il posizionamento delle dita è simile, lo scopo è qui quello di ridurre l’elemento aria.

Se questo, infatti, domina il corpo, quindi se si è molto stressati o si soffre di ansia, o ancora si hanno infezioni della pelle o aria nell’intestino, la tradizione dei mudra consiglia di eseguire questo mudra.

5. Dhyana Mudra

Dhyana Mudra

Considerato il mudra della concentrazione, il Dhyana si esegue portando la mano destra sulla sinistra, unendo poi le punte dei pollici e tenendo le dita unite. Qui si va a stimolare l’elemento fuoco, che si collega proprio tramite i pollici: grazie a questo mudra si calma la mente, per cui è ideale per la meditazione.

Altri mudra da eseguire

Ecco qui qualche altro mudra che potrete eseguire per stimolare punti vitali del corpo e migliorare la vostra salute.

6. Prithvi Mudra

Prithvi Mudra

Lo scopo di questo mudra è quello di bilanciare l’elemento fuoco nel corpo.

Per eseguirlo basta piegare l’anulare e premere la base del pollice contro il secondo osso della falange; a questo punto basta raddrizzare le tre dita rimanenti, in modo che siano divaricate e rilassate.

Rivolgendo i palmi verso l’alto, ponete le mani sulle ginocchia e tenete le braccia in posizione comoda. Per eseguire correttamente questo mudra, dovrete restare a stomaco vuoto e seduti, meglio se di mattina presto.

Si dice che la pratica di questo mudra possa aiutare a migliorare il metabolismo e la digestione.

7. Varun Mudra

Varun Mudra

Si dice che questo mudra aiuti a bilanciare l’elemento acqua nel corpo, rendendo la pelle luminosa e permettendo ai fluidi corporei di circolare liberamente.

Per eseguirlo, fate toccare la punta del mignolo con quella del pollice, prestando attenzione a non premere invece l’unghia.

Raddrizzate le dita restanti, così da farle divaricare; rivolgete quindi i palmi verso l’alto e mettete le mani sulle ginocchia.

Oltre al vantaggio base, si crede che questo mudra sia utile anche per curare malattie della pelle, come l’acne, e per alleviare i problemi muscolari.

8. Prana Mudra

Prana Mudra

Il fine di questo mudra è quello di bilanciare l’elemento vitale del corpo: rafforza infatti il sistema immunitario e rende più energici. Per eseguirlo è necessario piegare anulare e mignolo e posizionare le punte di queste due dita sulla punta del pollice.

Dopo aver raddrizzato le altre dita della mano, rivolgete i palmi verso l’alto e ponete le mani sulle ginocchia.

9. Shunya Mudra

Shunya Mudra

Se ciò di cui avete bisogno è una grande tranquillità, Shunya Mudra è quello che ci vuole, visto che aiuta proprio a rilassarsi, se praticato regolarmente.

Per eseguirlo, premete la prima falange del dito medio e unitela al pollice; le altre dita saranno rilassate e i palmi rivolti verso l’alto, posati sulle ginocchia.

Utile anche per le vertigini, allevia il mal d’orecchie e aiuta chi sta perdendo l’udito a causa dell’invecchiamento o di una patologia.

10. Surya Mudra

Surya Mudra

Questo mudra bilancia l’aspetto solare del corpo per cui, se volete sfruttarlo al meglio, dovrete praticarlo al mattino presto.

Per eseguirlo, premete l’anulare contro il pollice, tenendo sempre le altre dita divaricate e rilassate, poi rivolgete i palmi verso l’alto e ponete le mani sulle ginocchia.

Si crede che questo mudra possa contrastare la formazione di colesterolo cattivo, favorendo la digestione.

I Mudra nello Yoga

Ci sono vari mudra che potrete eseguire in combinazione ad alcune posizioni Yoga: vediamone insieme alcuni.

Sarasvati Bijasana con Kapittha e Suchi Mudra

Questa posa rappresenta Sarasvati Deva, ovvero la dea fluviale della conoscenza, della musica e dell’arte.

Per eseguire il mudra, dovrete tenere i pugni sciolti, per poi formare Kapittha Mudra, poggiando il pollice contro la punta dell’indice.

Con la mano destra, formate invece Suchi Mudra, ovvero ponete l’indice verso l’esterno, lasciando il pollice rilassato sopra il dito medio. Per l’esecuzione dell’asana (la posizione yoga) invece, state in piedi, rivolgendo le mani verso l’esterno.

Piegate le ginocchia e, trasferendo il peso su quello sinistro, incrociate il ginocchio destro dietro il sinistro. Puntate il piede destro verso il cielo, poi nascondete il ginocchio destro dietro il sinistro, spostando i fianchi leggermente sempre verso sinistra.

Utthita Hasta Padasana con Bhramara Mudra

Questa combinazione fa appello alla dea delle api, ovvero Bhramari Deva: per eseguire il mudra, portate l’unghia alla base del pollice, collegando la punta del dito medio a quella del pollice, allungate l’anulare e il mignolo, in segno di elevazione verso regni superiori.

Per mettere in atto l’asana, invece, state in piedi, distribuendo il peso in maniera uniforme su entrambe le gambe. Con la mano sinistra agganciate il mudra dell’altra mano, sollevate poi il piede destro e allungate di lato la gamba destra, mentre i fianchi devono restare dritti e bassi.

A questo punto sollevate la mano che esegue il mudra sulla testa, spostando lo sguardo verso di questa.

Conclusione

I Mudra sono parte integrante di tanti tipi di Yoga, per cui è possibile inserirli nella pratica degli asana per ottenere maggiori benefici per il corpo e la mente. Ce ne sono molti, dedicati a varie funzioni fisiche e atti a donare benessere ed alleviare i sintomi di patologie e malattie.

Se volete che la vostra pratica yoga sia completa, non potrete che sperimentarli, associandoli anche alla meditazione e migliorando la qualità della vostra vita grazie alla stimolazione di punti ben noti anche alla medicina cinese.

Non resta che applicarsi per raggiungere un meritato stato di benessere!

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