Un viaggio nel passato con la giusta acconciatura

Ma la cura e l'attenzione per i capelli sono solo una cosa moderna? Assolutamente no!

Un viaggio nel passato con la giusta acconciatura

Non esiste un’età dell’uomo nella quale i capelli non abbiano giocato un ruolo importante, definendo personalità, epoche e rango attraverso la loro duttilità.
Oggi i capelli sono considerati come un valido strumento di espressione della personalità all’interno della nostra società, ma in alcune parti del mondo sono ancora utilizzati per definire confini sociali, oltre che come strumento di seduzione.

I segreti di Cleopatra

Iniziamo il nostro viaggio nel tempo partendo dall’Antico Egitto: bassorilievi e reperti ci raccontano di un utilizzo pratico, esclusivo e seduttivo.
Sappiamo che la scarsa igiene può portare a fastidiosi problemi nella gestione dei capelli, per questo le persone di basso rango erano solite radersi il capo o portare i capelli molto corti. Per la corte reale il discorso era diverso perché potersi permettere acconciature più sofistiche era un segno di alto lignaggio che ostentava benessere.

Faraoni e regine usavano spesso le parrucche, un modo che permetteva di gestire in maniera più pratica i frequenti problemi di igiene.
I capelli delineavano anche i riti di passaggio: ai bambini veniva rasata la testa e lasciata un’unica treccia che veniva poi recisa quando diventavano adulti, mentre i sacerdoti si radevano per celebrare le divinità.

I capelli erano considerati talmente importanti che nelle tombe della Valle dei Re e delle Regine sono stati ritrovati contenitori per olio di lino e di oliva utilizzati per trattare il cuoio capelluto. Nel corredo funebre non mancava mai nemmeno l’erba saponaria, impiegata per lavare la chioma. Nessun egizio che si rispettasse avrebbe mai potuto presentarsi al giudizio di Osiride senza prima essersi sistemato per bene l’acconciatura! Tranquille, per i più pigri venivano comunque confezionate parrucche ad hoc con capelli veri!
Non mancavano nemmeno tinture per la colorazione: si usavano minerali, cortecce, frutta e anche insetti per realizzare i colori da applicare ai capelli.

L’importanza dei capelli per greci e romani

L'importanza dei capelli per greci e romani

Nell’Età Classica i capelli goderono ancora di un certo prestigio, anche se all’inizio ebbero una maggiore considerazione da parte dei greci prima di essere considerati con maggior riguardo anche dal popolo di Roma.
Le ateniesi erano note per la loro abilità con le tinture che realizzavano con polveri minerali e insetti, anche se in generale le donne greche erano considerate delle vere esperte di hairstyle, sempre intente a creare acconciature nuove adornate da nastri e diademi.

Per gli uomini si preferivano acconciature meno vezzose e tagli molto corti, una pratica che piacque molto ai Romani e che la adottarono anche per praticità: avere i capelli rasati può essere scomodo se si vive in un’epoca in cui non sempre è disponibile il riscaldamento, ma se si fa parte di una civiltà con mire espansionistiche non offrire al nemico possibili appigli negli scontri corpo a corpo può essere molto utile per portare a casa la pelle!
Così, mentre gli uomini si tagliavano i capelli molto spesso, le patrizie romane si impegnavano a stupire i loro ospiti con parrucche e acconciature vertiginose (e probabilmente molto scomode) che richiedevano anche diverse ore per essere realizzate.

https://stock.adobe.com/it/images/young-women-of-yao-minority-long-hair-tribe-huanglo-yao-village-longsheng-terraced-ricefields-guangxi-province-guilin-china/130124624

La cultura cinese

Nello stesso periodo in Cina le donne usavano portare capelli molto lunghi e acconciati con trecce di diversa fattura in modo che, attraverso il taglio di capelli, fosse subito chiaro a tutti se la ragazza era nubile o maritata. La tradizione di non tagliare mai i capelli dopo il matrimonio persiste in un piccolo villaggio tra i monti della Cina – Huanglo – nel quale le donne sfoggiano con orgoglio metri e metri di capelli finemente arrotolati.

Una curiosità legata a queste donne è che non hanno capelli bianchi nemmeno in tarda età: pare che il culto della chioma che le accompagna per tutta la vita ne preservi intatto il nero naturale, merito anche della tradizione di usare l’acqua di cottura del riso per i lavaggi al fiume che avvengono regolarmente ogni due settimane.

Bellezza e salute dei capelli nei secoli bui

Torniamo in Europa e facciamo un passo avanti: eccoci nel Medioevo dove un certo rigore morale (e religioso) impose tagli più “castigati”. Gli uomini portavano i capelli corti organizzandoli secondo l’appartenenza religiosa o la scala gerarchica un po’ come avveniva nell’Antico Egitto. I novizi dei monasteri sfoggiavano caschetti corti con la sommità del capo rasata in segno di devozione a Dio.

Per le donne fu meno facile adattarsi al moralismo imperante che prevedeva l’abbandono di tutti i fronzoli estetici. Dire a una donna come deve portare i capelli non è mai stata una buona idea, nemmeno nei secoli bui!
In questo periodo i capelli si configurano con una duplice lettura: se da una parte i papi tentavano di dissuadere dai fasti delle ricche acconciature (anche condannandole con bolle papali), dall’altra si iniziò a considerare i capelli come estensione dell’anima. Proprio questa interpretazione è alla base di molti rituali che prevedevano l’utilizzo dei capelli per realizzare pozioni, maledire o gettare il malocchio. Sembra che fosse usanza gettare nel fuoco i capelli tagliati proprio per evitare che finissero nelle mani sbagliate.

Nel Medioevo nacque anche l’abitudine da parte delle gentildonne di regalare agli innamorati ciocche dei propri capelli come pegno d’amore, probabilmente cavalcando l’idea che con esse si offrisse anche parte della propria anima.

Nel periodo feudale si perse quasi del tutto l’idea di poter imporre un’immagine rigorosa alle acconciature femminili che presero ad agghindarsi con nastri, drappi, perle e fiori, prefigurando quel gusto squisitamente romantico che avrebbe preso il sopravvento nelle corti italiane del Rinascimento.

È curioso notare che nel cuore del Medioevo nascono diverse acconciature che ancora oggi creano immagini suggestive nella nostra mente: la prima si sviluppa a Venezia, attorno al XIII secolo, dove l’influenza poderosa dei commerci con l’Oriente e con Bisanzio getta le basi per quelle mode che poi prenderanno maggior slancio con l’avvento del Barocco e che oggi ci impediscono di immaginare un carnevale senza fastose parrucche. Un’altra acconciatura che nasce in questo periodo è il “balzo”, ossia l’annodare i capelli con nastri e stoffe per poi fissarli su impalcature di legno. Per un certo periodo fu talmente di moda che alcune strutture raggiunsero i 70 cm di altezza!

La rivincita dei capelli: il Rinascimento

La rivincita dei capelli il Rinascimento

Il Rinascimento celebra i fasti, il lusso e le innovazioni: unguenti di qualunque genere provenienti dall’Oriente entrano nelle corti italiane ed europee promettendo capelli straordinari. Dalle regioni del nord Europa arrivano capelli chiari per realizzare parrucche e il biondo, già considerano simbolo di purezza nel Medioevo, diventa il colore più ricercato. Per ottenerlo si utilizzano preparati schiarenti (che il più delle volte rovinano i capelli), a base di metalli disciolti in pozioni alchemiche a base di zafferano, salnitro o lupino.

I tagli maschili si fanno più lunghi, quelli femminili più maliziosi e i menestrelli di mezzo mondo cantano di fanciulle dalle fluenti chiome bionde. Insomma, un bel taglio col Medioevo!

L’Illuminismo e le parrucche

Tra Settecento e Ottocento il gusto per le acconciature subisce un nuovo slancio in tutta Europa. In Francia prende piede in maniera quasi capillare l’uso della parrucca per la nobiltà che non deve essere più solamente bionda, ma persino bianca.

Come per i faraoni, si utilizza l’espediente dei capelli cortissimi coperti dalla parrucca per scampare ai pidocchi dovuti alla scarsa igiene. La parrucca diventa un vero status symbol, usata da sovrani e nobili con costi vertiginosi.

Una delle celebrità dell’epoca – abituata a dare sfoggio del suo hairstyle creativo – era Maria Antonietta, nota in tutte le corti per le ingenti somme che sperperava in parrucche. Alla prima donna di Francia si contrappose, qualche decennio più tardi, la First Lady austriaca Elisabetta di Baviera, più semplicemente nota come Sissi.

L’imperatrice non amava invecchiare: non volle mai farsi ritrarre oltre una certa età in modo da essere ricordata in una perenne giovinezza. Oggi possiamo ammirare Sissi in numerosi ritratti nei quali sfoggia con orgoglio la lunga chioma castana, spesso adorna di fiori. Per mantenerla pare utilizzasse una particolare ricetta a base di uova e brandy con la quale era solita applicare degli impacchi ai suoi preziosi capelli.

Il Novecento e la libertà d’espressione

Il Novecento e la libertà d'espressione

Il Novecento è un secolo impegnativo nel quale la società viene squassata da due guerre mondiali destinate a rivoluzionare per sempre il rapporto delle persone con sé stesse e con il mondo. Le acconciature seguono queste oscillazioni in maniera rigorosa come espressione di una voglia di novità sempre in grande fermento.
I capelli iniziano ad essere considerati più come una cosa personale: l’igiene diventa velocemente alla portata di tutti cosicché non è più necessario usare le pesanti parrucche o distinguersi in classi sociali a seconda del taglio di capelli. Compaiono anche i primi asciugacapelli; non hanno tutte le caratteristiche di quelli moderni (come quelli descritti nella nostra selezione dei migliori asciugacapelli in commercio), ma sono comunque una grande rivoluzione.

L’emancipazione femminile dell’epoca predilige tagli corti, con caschetti freschi e sbarazzini; il fenomeno prende il nome di “Bob Hairstyle”, e diventa presto un simbolo di praticità e indipendenza.
Nei decenni successivi i tagli torneranno ad allungarsi, la messa in piega sarà regina di ogni acconciatura e il platino sarà la tinta di riferimento, mentre l’uomo utilizza tagli corti da disciplinare con pomate pastose.
Forse proprio per non dover più usare le untuose pomate, dalla metà degli anni Cinquanta e per tutti i Sessanta iniziano a comparire tagli maschili inimmaginabili fino a quel momento: è il tempo dei Beatles, dei caschetti lunghi e delle frange, che si contrappongono allo stile Monroe per le donne.

Se tu fossi stato un uomo tra gli anni Cinquanta e Sessanta non avresti avuto che due alternative: il caschetto lungo per i capelli lisci e l’inconfondibile stile Elvis per i capelli mossi. Nasceva così l’acconciatura a “banana” con ciuffi impiastricciati di brillantina e basette chilometriche.
Gli ultimi decenni del Novecento si caratterizzano per un utilizzo dei capelli “socialmente impegnato”; in pochi anni si alternano rasta, hippies, punk e hipster, fedelmente accompagnati da acconciature (maschili e femminili) usate sia come forma di protesta verso il conformismo che come accessorio personale volto a definire la propria personalità.

I capelli nel nuovo Millennio

I capelli sono da sempre una parte importante del nostro modo di essere; considerati come sede dell’anima e del potere (basti pensare a Sansone o all’usanza di alcune tribù indiane di prelevare lo scalpo dei nemici come segno di supremazia), hanno accompagnato e dettato le mode di ogni epoca umana.

l giorno d’oggi abbiamo strumenti, prodotti e professionisti a disposizione per poter esprimere al meglio la nostra personalità e sentirci sempre a nostro agio, sperimentare e innovare.
Ogni volta che sbufferete alla sola idea di lavarvi i capelli, pensate a quelle nostre povere antenate che per essere accettate dalla società dovevano passare ore con decine di chili di capelli posticci sulla testa!