Metodo Iyengar Yoga: In Cosa Consiste E La Sua Storia

Uno dei metodi più diffuse, incentrato sulla respirazione in combinazione agli asana: analizziamo lo Iyengar yoga, dando un’occhiata alla sua storia e ai suoi vantaggi.

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Se volete avvicinarvi alla pratica yoga, perché avete letto delle sue implicazioni positive sulla salute, potrà interessarvi conoscere uno dei metodi più gettonati a questo scopo: parliamo dello Iyengar, che prende il nome dal suo fondatore.

Discepolo di Krishnamacharya, famoso studioso di Ayurveda e insegnante di yoga, insieme a Pattabhi Jois, che ha sviluppato invece la variante Ashtanga (una combinazione di asana e respirazione, in modo dinamico), è stato in parte responsabile di portare la pratica dello yoga moderno in Occidente.

La differenza principale tra quello di Iyengar e quello di Pattabhi Jois sta non solo nell’uso di strumenti nel primo, ma anche nella sua maggiore staticità, volta a un lavoro di meditazione, rispetto al secondo, molto più dinamico, anche se sempre combinato con la respirazione, ovvero la pratica del Pranayama.

Perché scegliere Iyengar yoga? Analizziamo insieme la storia del metodo, vedendo da dove parte e dove è arrivato ai giorni nostri, per capire se è proprio ciò che fa per voi!

Si racconta che BKS Iyengar fece un incidente in motorino, riportando varie fratture, tanto che i medici gli comunicarono che non avrebbe più potuto camminare. Ma questa diagnosi non fermò Iyengar, che iniziò nuovamente a praticare lo yoga e pian piano ritornò non solo a camminare, ma proseguì nel perfezionamento del suo metodo. Vera o falsa che sia la storia, ci insegna di certo che, se mettiamo buona volontà in ciò che facciamo, i risultati sono assicurati!

Come nasce il metodo Iyengar

BKS Iyengar nasce il 14 dicembre del 1918 in India e si avvicina allo yoga sin da adolescente, per migliorare la sua condizione di salute, abbastanza provata dalla tubercolosi che aveva contratto in precedenza.

Ha la fortuna di avere come cognato Krishnamacharya, insegnante e studioso di arti orientali, con il quale inizia proprio ad addentrarsi in questa disciplina: diventa così insegnante di yoga nel 1936.

Quando, negli anni ‘60, studenti americani ed europei scoprono questa disciplina, il metodo di Iyengar diventa famoso: nel 1975 fonda la sua scuola, Ramamani Iyengar Memorial Yoga Institute (RIMYI), intitolato a sua moglie, a Pune, in India.

L’influenza di questo metodo sullo yoga occidentale è innegabile: nonostante Iyengar sia morto nel 2014, a ben 95 anni, il suo centro è ancora attivo e gestito dai figli.

Su quali principi si basa il metodo Iyengar?

Se vogliamo concentrarci sui principi cardine di questo metodo, individuiamo subito i suoi tre aspetti fondamentali che sono: allineamento, sequenza e tempistica.

  • Per allineamento intendiamo mantenere la posa, rispettando i confini del nostro corpo. Nello Iyengar yoga si usano degli oggetti, dei quali parleremo a breve, per migliorare le esecuzioni e quindi favorire il raggiungimento dell’equilibrio tra corpo, mente e spirito.
  • Quando invece si parla di sequenza, si vuole indicare l’ordine nel quale le posizioni vengono eseguite. In questo modo non solo ci si esercita in maniera sicura e ben strutturata, ma si raggiunge anche un equilibrio emotivo e fisico.
  • Per quanto concerne la tempistica, questa riguarda appunto il tempo che si impiega nell’esecuzione di una posizione, che è più lungo di quello di altri metodi. Quando, dopo un po’, si riesce ad assumere la posizione in maniera stabile, è possibile lavorarci, migliorandola e approfondendo aspetti come la flessibilità e la forza.

A cosa servono gli oggetti e quali sono?

A che servono gli oggetti e quali sono

Basato sull’Hatha Yoga, una delle forme più antiche di questa disciplina, il metodo Iyengar ha lo scopo di allineare il corpo al massimo, in modo da fargli raggiungere la perfezione nella pratica, naturalmente con un allenamento costante.

Per fare in modo che ciò accadesse, il maestro introdusse nella disciplina degli oggetti, come le coperte, usate anche come spessori, i blocchi, le cinghie, i cuscini, le sedie o le corde, tutte da utilizzare per aiutare il corpo a migliorare la flessibilità e a non subire traumi.

Grazie all’impiego di questi oggetti, inoltre, è possibile far raggiungere al fisico un equilibrio che, secondo quanto pensava Iyengar, si riflette poi anche nella mente.

Come si usano gli oggetti nello Iyengar Yoga?

Per capire bene l’importanza di questi oggetti, esaminiamo una posizione classica, ovvero il Trikonasana. In questo asana è necessario far arrivare la mano a terra, fuori dal piede posto anteriormente, naturalmente senza perdere l’equilibrio e senza compromettere l’apertura del petto, uno degli scopi principali di questa posa.

Per eseguirla, è necessario mettersi in Tadasana, ovvero in piedi con gambe e braccia aperte, piedi paralleli e palmi verso il basso. A questo punto dovremo girare il piede destro a 90° di lato e chiudere quello sinistro verso l’interno.

Ruotiamo la testa a destra, guardando la mano, e avviciniamo proprio questa verso il pavimento, lasciando il petto aperto e l’addome rigido, quindi non dovremo ruotarlo verso il basso. Lo scopo è quello di portare la mano destra fino al pavimento, mantenendo però il corpo allineato.

Possiamo poi risalire ed eseguire lo stesso percorso con la sinistra; ma, secondo Iyengar, è necessario aiutare l’allineamento delle due spalle tramite un blocco, da porre sotto la mano, fino a quando il corpo non si apre abbastanza da non averne più bisogno.

La stessa cosa possiamo dire della sedia, che ha lo scopo di aiutare il corpo a flettersi in molte posizioni, senza creare traumi alle ossa, anzi, in molti casi rivelandosi favorevole a migliorare alcuni problemi come il mal di schiena.

Quali sono i benefici dello Iyengar yoga?

Quali sono i benefici dello Iyengar yoga

Se sempre più persone decidono di praticare questo metodo, è anche perché gli effetti positivi, su vari aspetti della nostra vita, lo rendono uno di quelli da prediligere rispetto ad altri. Ma quali sono i vantaggi più importanti? Vediamoli insieme!

1. Rinforza il corpo

Se seguiamo questo metodo, dovremo tenere una posa abbastanza a lungo: ciò non solo renderà tonici i muscoli ma li rinforzerà, rendendo la struttura fisica più stabile e garantendo una massa in grado di proteggere le ossa.

2. Aumenta la flessibilità

Possiamo dire che, in linea generale, lo yoga aiuta a migliorare la flessibilità: il metodo Iyengar porta al massimo questo aspetto, tanto che studi scientifici hanno dimostrato che sono soprattutto la colonna vertebrale e i tendini del ginocchio a godere di questo beneficio, con uno studio su persone che hanno praticato il metodo per sei settimane.

3. Migliora la postura

La conseguenza della ricerca di un allineamento corporeo implica una postura migliore, con una correzione delle aree più rigide del corpo o di quelle più deboli, concentrandosi soprattutto su collo e schiena.

4. Aumenta l’energia

Se consideriamo lo studio eseguito da un gruppo di medici americani su pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, lo yoga può intervenire sulla stanchezza causata da questa patologia. Probabilmente questo fattore è scatenato dal rilascio di endorfine o anche dall’aumento del flusso sanguigno alla testa.

5. Diminuisce stress e ansia

Secondo recenti studi, praticare Iyengar yoga aumenta la produzione di una sostanza chiamata GABA, ovvero acido gamma-aminobutirrico, nel cervello. Di conseguenza, tutti coloro che hanno partecipato allo studio hanno riportato livelli più bassi di ansia e un incremento del benessere, dopo averlo praticato per soli tre mesi.

6. Riduce il dolore cronico

Una delle cause principali del dolore cronico è l’allineamento sbagliato del corpo o la mancanza di quello corretto. Praticando il metodo Iyengar si va proprio ad agire su questo aspetto, riallineando parti sensibili come il collo, la schiena e tutta la colonna vertebrale, con la conseguente riduzione del dolore.

7. Abbassa la pressione sanguigna

Studi scientifici hanno scoperto che Iyengar yoga attiva la risposta di rilassamento del corpo, rallentando la frequenza cardiaca e diminuendo la pressione del sangue, fattori che mantengono il cuore sano e riducono il rischio di malattie cardiovascolari.

Quali sono i rischi di praticare Iyengar yoga?

Come accade per tutte le discipline, anche per la pratica dello yoga è necessario avere un istruttore certificato che ci segua, per evitare di assumere pose sbagliate che, anziché allineare il corpo, andrebbero a causare delle lesioni, peggiorando anche dolori preesistenti.

Di conseguenza, chi soffre di qualche patologia, come la pressione alta o il glaucoma, dovrebbe evitare alcune posizioni o farle modificare dall’istruttore. Per esempio, se avete mal di testa, non sempre una posa come il Sirshasana, ovvero a testa in giù, potrebbe fare bene.

Se seguiamo i precetti della filosofia di vita che lo yoga ci propone, il percorso di ogni iniziato dovrebbe essere sempre seguito da un maestro: la guida sarà quindi fondamentale sia per il corpo, sia per lo spirito.

Attenzione però, perché diventare insegnante di Iyengar yoga implica un percorso con tanto di certificazione: si tratta di dover superare esami scritti e pratici e di perseguire un rigoroso codice etico. Non affidatevi quindi a chiunque, ma solo a chi risulta iscritto all’albo.

Come esercitarsi a casa

Se avete intrapreso il percorso con un insegnante, ma volete anche praticare a casa, potrete prima di tutto approfondire la conoscenza dello Iyengar yoga leggendo i libri scritti proprio da lui: il principale è Light on Yoga, pubblicato nel 1966, che è utile in quanto illustra non solo le posizioni, ma anche come respirare durante la loro esecuzione.

Altri libri importanti per approfondire sono Light on Pranayama, che si concentra appunto sul respiro, e Light on the Yoga Sutra of Patanjali, ovvero la traduzione e interpretazione di questo testo antico, che ha costituito una delle basi del metodo Iyengar. Il suo ultimo libro è invece Light on Life, che esamina le implicazioni della pratica yoga nella vita quotidiana.

Per quanto riguarda le pose da eseguire a casa, è necessario creare delle sequenze, magari anche riproducendo quelle apprese a lezione. Di fondamentale importanza, prima di iniziare, la meditazione e poi l’inserimento di pose in piedi, concludendo con quelle supine.

Gli oggetti possono essere facilmente reperiti in qualsiasi negozio fisico o online, quindi potrete usare anche a casa la sedia, le cinghie o i blocchi, con lo scopo di migliorare la flessibilità del corpo.

Conclusione

Il metodo Iyengar va bene per tutti, con le limitazioni delle quali abbiamo parlato sopra. Se non amate le tipologie di yoga che hanno pose fisse e sequenziali, questo può fare per voi perché una delle sue caratteristiche è proprio la varietà.

Per avere maggiore consapevolezza di sé, dentro e fuori, questa è la disciplina che dovrete prediligere, qualsiasi età e livello di preparazione abbiate. Non ci resta che augurarvi buona pratica!

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