Le note e gli ingredienti più utilizzati nei profumi da uomo

Il mondo dei profumi ti affascina? Qui trovi tutto ciò che dovresti sapere sugli ingredienti e le note olfattive più comuni nei profumi da uomo.

Le note e gli ingredienti più utilizzati nei profumi da uomo
INDICE

Le essenze che si possono utilizzare per creare i profumi maschili e femminili sono davvero infinite, ma ne esistono alcune che ricorrono più spesso di altre. Leggendo questo articolo scopriremo quali famiglie di aromi sono usate più comunemente nelle fragranze maschili, di cui abbiamo fatto una selezione nella nostra Guida all’acquisto. Inoltre, evidenzieremo quali sono gli ingredienti più importanti di ciascuna famiglia aromatica. Per ciascuno di loro elenchiamo caratteristiche, utilizzo principale e molte altre curiosità.

Le note legnose

Le note legnose

Fra le note aromatiche più utilizzate per creare i profumi da uomo, quelle legnose sono sicuramente alcune tra le più frequenti. Questo accade perché i legni aromatici riescono a donare sfumature fresche e intense allo stesso tempo, rendendo qualunque profumo subito più interessante.

Alcuni dei legni pregiati usati più spesso sono quello di sandalo (la maggior parte delle volte abbinato all’ambra), quello di cedro e il vetiver.
Molto più rara, invece, è la resina del legno di Oud: il commercio di questo olio prezioso è severamente regolamentato, perché solo pochi alberi sono in grado di produrre questa sostanza e devono essere protetti dal rischio di estinzione. Di conseguenza, la resina di Oud è molto costosa e difficile da reperire ma, quando la si trova, regala un’esperienza olfattiva indimenticabile.

Le note agrumate

Le note agrumate
La famiglia aromatica degli agrumi è una componente quasi obbligatoria per le note di testa di molti profumi maschili. È sinonimo di freschezza e frizzantezza, e riesce a conferire vivacità e movimento alle fragranze.

Tra i molti ingredienti agrumati in circolazione il più ricorrente è senza dubbio il bergamotto, molto apprezzato perché è più intenso rispetto agli altri agrumi. Di questo frutto si utilizza sia l’olio essenziale (contenuto nella buccia) sia il succo, e il suo aroma ha la capacità di donare un benessere immediato. Il suo profumo è allo stesso tempo frizzante e dolce.

Anche il cedro è un’essenza molto usata per i profumi maschili. Di questo frutto si utilizza l’olio essenziale con due diversi metodi: se viene lavorato in modo semplice diventerà una nota di testa; se invece viene concentrato in una “assoluta” diventa una nota di fondo. Non solo, il cedro ci regala un altro prezioso olio essenziale: quello estratto dal legno del suo albero, anch’esso destinato quasi sempre a diventare una nota di fondo grazie alla sua persistenza.

Altri agrumi utilizzati sono il limone, il lime, il pompelmo e l’arancio (di quest’ultimo si usano sia i fiori sia il frutto).

Le note dolci

Le note dolci
Le note aromatiche dolci nei profumi da uomo sono più frequenti di quanto si potrebbe immaginare. E il motivo è semplice: la rotondità e la sensualità che sanno regalare sono insostituibili. Nello spettro degli aromi dolci, le essenze più presenti sono l’ambra e la vaniglia.

In realtà definire l’ambra solamente “dolce” è riduttivo, poiché il suo profilo aromatico è molto complesso e richiama sentori diversi: si parte dall’incenso per arrivare ai legni secchi, e i nasi più allenati colgono perfino tocchi di salsedine. L’ambra si trova sempre nelle note di fondo.
La vaniglia è una delle essenze più famose nell’ambito della profumeria. Il suo aroma delizioso si estrae soprattutto dai baccelli e anche questo viene usato soprattutto nelle note di fondo, per dare ricchezza e armonia alle fragranze floreali.

Le note fresche

Le note fresche
Nei profumi maschili più leggeri, la nota fresca è quasi un obbligo.
Per questo scopo si utilizzano varie specie di menta, da cui si estrae un olio essenziale inconfondibile. La menta è sempre una nota di testa, grazie al suo aroma fresco che ricorda la natura incontaminata.

Anche le fragranze muschiate meritano una menzione particolare, poiché bisogna distinguere tra muschio e musk. Spesso infatti si pensa che “musk” sia semplicemente la traduzione inglese di “muschio”, ma non è così. Il muschio è di origine vegetale, solitamente si usa quello di quercia, e ha un profumo gentile che ricorda la terra. Invece il musk era nato come aroma di origine animale: nei secoli passati veniva estratto da una ghiandola del cervo muschiato dell’Himalaya. Ora però questo animale è protetto, quindi il profumo intenso del musk viene riprodotto sinteticamente.
Un altro ingrediente fresco molto amato è il tè verde, delicato e sempre elegante.

Le note speziate

Le note speziate
Un’altra famiglia di componenti molto usata nelle fragranze maschili è quella speziata. In questo gruppo, l’elemento che risalta modo particolare è lo zenzero. Come in cucina, anche in profumeria ne viene usata la radice, che ha un profumo piccante ma non troppo pungente e serve a dare un tocco fresco ed esotico a qualunque fragranza.
Anche la fava tonka è un ingrediente speziato di spicco e, per estrarne l’olio essenziale, occorre una lavorazione lunga un giorno intero. Per questo motivo è abbastanza costosa. Il suo profilo aromatico è ricco perché comprende sentori speziati e vagamente orientali, uniti a una traccia dolce associabile alla vaniglia.
Tra le molte altre spezie usate in profumeria possiamo trovare anche pepe nero, pepe rosa, cardamomo, cannella e bacche di ginepro.

Le note floreali

Le note floreali

I fiori rappresentano da sempre un simbolo della profumeria. A chi di noi, quando pensa a qualcosa di profumato, non viene in mente un bel fiore? Ecco perché la famiglia delle note floreali è semplicemente irrinunciabile, anche per i profumi da uomo.

Uno dei fiori più usati in assoluto, anche per produrre fragranze maschili, è la lavanda con il suo aroma subito riconoscibile. Le specie più importanti di lavanda sono due: la lavanda vera, che ha un profumo più dolce e tipicamente floreale; il lavandino, simile nell’aspetto alla lavanda, ma dal profumo più fresco e balsamico.
Il gelsomino è altrettanto utilizzato in profumeria. Grazie alla sua essenza dolce e piacevole regala un tocco delicato e rinfrescante a qualunque composizione, donando una sensazione di benessere.
Altri fiori utilizzati in percentuale minore sono la rosa, il geranio, la violetta, l’iris e la gardenia.

Le note cuoiate

Le note cuoiate
Le note a base di cuoio non sono molto frequenti ma, quando si trovano, sono abbinate molto spesso ad aromi affumicati come il tabacco. Questo tipo di essenza di trova soprattutto nei profumi di nicchia.
Il sentore del cuoio è molto intenso e tipicamente maschile e, oggi, lo si può riprodurre anche attraverso alcune piante: il cisto labdano e la corteccia di betulla sono solo alcuni esempi.

Le note fruttate

Le note fruttate
Anche le note aromatiche a base di frutta ricorrono di rado nelle fragranze maschili a causa dello loro spiccata dolcezza, però sono molto utili per addolcire composizioni troppo intense o speziate donando una nota leggera (che è sempre gradita).
I frutti più utilizzati in profumeria sono la mela (in tutte le sue varianti di colore) e l’ananas (sia il frutto sia le foglie).

Un breve viaggio tra le note olfattive

Concludendo, si potrebbe sottolineare un’altra costante della profumeria di qualità: gli aromi naturali sono preferiti di molto rispetto a quelli sintetici, soprattutto nelle maisons di eccellenza. Solo gli ingredienti naturali, infatti, riescono a dare profumi realistici con la giusta intensità: ecco perché la qualità delle materie prime utilizzate è fondamentale. Per questo motivo i mastri profumieri ricercano in tutto il mondo gli ingredienti più pregiati. Queste componenti fanno aumentare il prezzo finale dei profumi, ma il rapporto qualità/prezzo rimane comunque molto vantaggioso, considerando le origini raffinate degli ingredienti che contengono.
Solo alcuni tra i moltissimi esempi di ingredienti pregiati sono: il bergamotto di Calabria, il pimento giamaicano, l’Oud dall’Asia, la vaniglia dal Madagascar o dalla Papua Nuova Guinea, l’ambra dall’Oceano Indiano, il legno di Guaiaco dell’India o delle Antille, il cedro della Virginia o dell’Atlas maghrebino.