La Magnetoterapia Può Essere Pericolosa? Ci Possono Essere Degli Effetti Collaterali? Tutto Quello Che Dovresti Sapere

Ecco a cosa devi prestare attenzione prima di eseguire la magnetoterapia e quali sono i rischi.

La Magnetoterapia Può Essere Pericolosa
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La magnetoterapia è una tecnica che rientra tra le terapie fisiche e si basa sull’utilizzo dei campi elettromagnetici per curare alcune patologie di natura infiammatoria e ossea. La sua efficacia è ampiamente comprovata a livello scientifico e i suoi benefici sono molti:

Rispetto a molti altri trattamenti terapeutici, la magnetoterapia può essere utilizzata senza difficoltà anche a domicilio acquistando o noleggiando l’apparecchio, però è molto importante utilizzarla correttamente per non andare incontro a spiacevoli conseguenze. A cosa bisogna prestare attenzione? Quali sono i rischi che si corrono se si usa la magnetoterapia in maniera scorretta?

In questo articolo vediamo nel dettaglio come funziona la magnetoterapia e quali sono i possibili effetti collaterali che si possono riscontrare. Inoltre, diamo alcune informazioni su come utilizzare questi apparecchi in maniera corretta e cosa, invece, bisogna evitare. Se vuoi effettuare il trattamento con campi elettromagnetici in autonomia a casa queste indicazioni potrebbero esserti davvero utili!

Come funziona la magnetoterapia

La magnetoterapia sfrutta, come abbiamo detto, i campi magnetici che sono delle onde invisibili a occhio nudo in grado di permeare il nostro corpo e di attraversarlo. Per comprendere con facilità il meccanismo d’azione è sufficiente pensare a due magneti che si attraggono anche se un oggetto di piccole dimensioni viene posizionato fra essi. La magnetoterapia funziona nello stesso modo: due o più magneti emanano delle onde in grado di attraversare il nostro corpo. Che effetto hanno queste onde magnetiche?

Il compito della magnetoterapia è quello di caricare le nostre cellule, proprio come una batteria esterna. Tutte le cellule del corpo umano, infatti, in condizioni fisiologiche hanno un voltaggio di -25 millivolts che tende, invece, ad aumentare a -15 millivolts in condizioni patologiche. Quindi, quando qualcosa non va il nostro corpo è più scarico e le cellule funzionano in misura minore. In condizioni normali le nostre cellule hanno una capacità autorigenerante e possono riportare il loro voltaggio a un valore normale, ma quando la loro carica scende al di sotto di un determinato valore perdono le proprie capacità curative e, di conseguenza, iniziano a lavorare in modo inefficace.

Lo scopo della magnetoterapia è quello di generare un campo elettrico, attraverso le onde elettromagnetiche, così da riportare le cellule al loro voltaggio fisiologico e ottenere, di conseguenza, la guarigione dei tessuti. Dosando il potenziale elettrico introdotto è possibile curare molte patologie di natura infiammatoria e i danni ossei e tissutali.

Naturalmente, la magnetoterapia non può essere sempre risolutiva ma è molto efficace se associata ad altri trattamenti di tipo terapeutico, per esempio la fisioterapia. A seconda delle necessità, il medico indirizza verso il tipo di terapia più adatta. Bisogna, inoltre, precisare che la risposta alla magnetoterapia è soggettiva e che non tutte le persone traggono lo stesso beneficio, tuttavia considerando il basso costo e la quasi totale assenza di rischi vale la pena fare almeno un tentativo.

Perché la magnetoterapia non è pericolosa

I principali rischi legati alla magnetoterapia riguardano le patologie già in atto e, soprattutto, l’interferenza con dispositivi metallici presenti sul corpo o impiantati all’interno del soggetto. I campi elettromagnetici, infatti interferiscono tra loro e questo può causare un cortocircuito di dispositivi come il pacemaker o i defibrillatori interni.

La magnetoterapia non è un trattamento pericoloso perché l’esposizione a campi elettromagnetici non comporta rischi nemmeno a frequenze elevate, tuttavia si sconsiglia di prolungare l’esposizione oltre i limiti di tempo consigliati dal medico o dallo specialista.

Per quanto la magnetoterapia possa compromettere il buon funzionamento del pacemaker, in alcuni casi invece viene impiegata anche per trattare le patologie cardiovascolari con buoni risultati. In generale, a meno che non venga suggerito da un esperto del settore, si sconsiglia di effettuare la terapia con campi elettromagnetici a livello cardiaco.

Effetti collaterali e controindicazioni della magnetoterapia

La magnetoterapia è ben tollerata dalla maggior parte degli individui, tuttavia in alcuni casi può generare degli effetti collaterali che di solito si risolvono spontaneamente nel giro di poche ore o di pochi giorni e che non costituiscono un problema per la salute. Ecco quali sono:

  • Insonnia
  • Nervosismo
  • Cefalea
  • Vertigini
  • Prurito locale
  • Diarrea
  • Lieve rialzo termico

Naturalmente, qualora questi effetti dovessero aggravarsi o persistere nel tempo si consiglia di sospendere la terapia e valutare con il proprio medico le alternative terapeutiche a disposizione.

A chi è sconsigliata

Per quanto riguarda le controindicazioni, invece, ci sono alcuni casi in cui è sconsigliato eseguire la magnetoterapia perché può provocare dei danni alla salute:

Portatori di pacemaker o defibrillatori impiantabili

Chi indossa un pacemaker non deve assolutamente eseguire la magnetoterapia anche se la sede della terapia è lontana dal costato. Questo perché le onde elettromagnetico sono invisibili all’occhio umano e sono maggiori delle singole dimensioni dell’apparecchio, quindi è possibile che si verifichino dei fenomeni di interferenza che possono portare al malfunzionamento del pacemaker o del dispositivo cardiaco.

Stato di gravidanza

Le donne devono, se possibile, evitare di sottoporsi a dei trattamenti di magnetoterapia durante il periodo di gravidanza perché non sono noti gli effetti sul feto a breve e lungo termine. Sebbene la magnetoterapia dovrebbe essere ben tollerata, si ritiene che durante la fase di sviluppo del feto le onde elettromagnetiche possano interferire con la corretta crescita del nascituro.

Minori di 18 anni

I ragazzi e i bambini devono evitare di eseguire la magnetoterapia se non strettamente necessario perché si trovano ancora nella fase di crescita e le loro cartilagini non sono interamente formate. Per questo motivo, le onde elettromagnetiche potrebbero inficiare il corretto sviluppo osseo e cartilagineo dei minori di 18 anni.

Mezzi di sintesi magnetizzabili

Chi possiede una protesi o è stato operato e ha nel corpo dei chiodi o delle viti, non deve eseguire la magnetoterapia perché i metalli magnetizzabili vengono attratti dall’apparecchio e rischiano di causare conseguenze a livello osseo e articolare. Dopo un intervento chirurgico, soprattutto in seguito a fratture, è sempre opportuno conoscere a fondo la propria situazione e sapere che mezzi di sintesi sono stati utilizzati.

Patologie tumorali

Chi soffre di una patologia tumorale non deve eseguire la magnetoterapia perché in seguito all’aumento del flusso sanguigno c’è la possibilità che alcune cellule tumorali entrino in circolo e vadano, poi, a depositarsi in altre sedi dando origine alle metastasi. La magnetoterapia è una controindicazione assoluta per i soggetti affetti da tumore.

Lo sapevi?
Anche i cellulari, i televisori e i dispositivi elettronici generano un campo elettromagnetico che, come è noto, possono avere delle ripercussioni sulla qualità del sonno. Durante le sedute di magnetoterapia si sconsiglia di utilizzare lo smartphone, il tablet e qualunque dispositivo elettronico per evitare che si creino delle interferenze.

Come usare la magnetoterapia in sicurezza

Esistono due possibilità per eseguire la magnetoterapia:

  • Negli ambulatori o negli studi professionali
  • A domicilio

Per le patologie che riguardano gli arti si consiglia di eseguire il trattamento a casa poiché i dispositivi per magnetoterapia acquistabili o noleggiabili sono sufficienti per la zona da trattare, non sono necessari i dispositivi di grandi dimensioni disponibili negli studi. Per eseguire la magnetoterapia a casa in sicurezza è sufficiente seguire questi accorgimenti:

  • Imposta la frequenza secondo le indicazioni fornite dal medico o dal professionista
  • Non utilizzare lo smartphone mentre esegui il trattamento
  • Mantieni una postura comoda e cerca di non muoverti durante la terapia
  • Rimuovi orologi, collane, anelli e bracciali durante la terapia
  • Non prolungare la durata del trattamento oltre le indicazioni del medico

Per eseguire la magnetoterapia è sufficiente posizionare le due piastre magnetiche sui due lati della zona da trattare, fissarle con le apposite fasce elastiche e impostare la frequenza e la durata del trattamento sul dispositivo. Qualora si verificassero delle reazioni avverse durante o al termine della seduta, si consiglia di sospendere la terapia e rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Lo sapevi?
La magnetoterapia si è rivelata efficace anche nel trattamento della sindrome post-COVID-19, in particolare migliora i sintomi dell’affaticamento e della stanchezza che sembrano persistere in alcuni soggetti dopo la malattia. In questi casi è possibile eseguire la magnetoterapia notturna, per esempio con dei materassini appositi che agiscono a bassa frequenza e hanno un effetto sistemico.

Conclusione

La magnetoterapia non è pericolosa ma richiede alcune accortezze durante l’esecuzione e può dare degli effetti collaterali di lieve entità che, spesso, si risolvono spontaneamente. L’aspetto più importante, invece, sono le controindicazioni che non devono assolutamente essere sottovalutate, in particolare i portatori di pacemaker non devono in alcun caso eseguire la magnetoterapia e nemmeno chi possiede dei mezzi di sintesi magnetici in seguito a un intervento chirurgico.

In tutti gli altri casi la magnetoterapia è ben tollerata e non comporta particolari problemi, può accadere che si abbiano delle reazioni locali momentanee come arrossamenti, prurito o sensazione di calore, ma non si tratta di sintomi allarmanti e non devono preoccupare. Qualora, tuttavia, venissero riscontrati degli effetti collaterali insoliti o particolarmente intensi si raccomanda di chiedere un parere al proprio medico.