Linfodrenaggio: Di Cosa Si Tratta E Come Viene Eseguito?

Il linfodrenaggio è un trattamento che aiuta il regolare funzionamento del nostro sistema linfatico. In questo articolo spieghiamo quando è consigliato e come funziona.

Linfodrenaggio Di Cosa Si Tratta E Come Viene Eseguito
INDICE

Il linfodrenaggio è una tecnica che serve a stimolare il nostro sistema linfatico e che migliora il drenaggio dei liquidi eliminando le tossine e le scorie in eccesso. In condizioni fisiologiche, il nostro sistema linfatico sfrutta i movimenti e le contrazioni muscolari per circolare in tutto il corpo e mantenere in salute l’organismo.

Tuttavia, gli interventi chirurgici e alcune patologie possono causare un ristagno di liquidi che non vengono correttamente drenati dai linfonodi, in questo caso di parla di linfedema.

Il drenaggio linfatico, o linfodrenaggio, è uno speciale massaggio che viene eseguito da dei terapisti specializzati che migliora la circolazione della linfa e rimuove i liquidi stagnanti.

Per quanto questa tecnica sia piuttosto dolce e non presenti molte controindicazioni, in questi casi è meglio chiedere consiglio a un medico prima di eseguire il linfodrenaggio:

  • Problemi cardiaci
  • Infezioni in corso
  • Problemi epatici
  • Problemi renali

Cos’è il linfedema

Alcuni interventi chirurgici che prevedono la rimozione dei linfonodi possono causare come effetto collaterale il linfedema, cioè una alterazione della circolazione linfatica.

Questa patologia non coinvolge tutto il corpo, ma solamente un singolo distretto, nello specifico la zona nella quale i linfonodi sono stati rimossi o non funzionano correttamente a causa di una patologia.

Esempi:

Per muovere questo liquido e per drenarlo si utilizza un massaggio specifico, detto massaggio linfatico, che sfrutta dei movimenti lenti e delicati per convogliare la linfa verso i linfonodi.

Gli aspetti negativi del linfedema

Oltre a essere una condizione con un notevole impatto estetico, il linfedema comporta anche una serie di altri problemi, per esempio:

  • Dolore
  • Pesantezza
  • Rigidità
  • Ridotta mobilità

Naturalmente, a questi problemi fisici si accompagnano anche dei disagi psicologici:

  • Il soggetto si vergogna della sua condizione e non ama mostrarsi in pubblico
  • Il soggetto è stanco di dover trattare il linfedema ogni giorno
  • Il soggetto non ama più il suo corpo e la sua immagine con conseguente calo dell’autostima

Quando si esegue un massaggio linfodrenante è importante non concentrarsi solamente sull’area gonfia, ma anche sui distretti adiacenti perché i linfonodi si trovano in aree specifiche del corpo e bisogna svuotare anche i vasi linfatici circostanti per convogliare i liquidi in eccesso verso di essi.

I linfonodi

I linfonodi sono i nostri organi linfatici e hanno il compito di filtrare e drenare la linfa. Con la loro azione i linfonodi riescono a:

  • Pulire il nostro corpo dalle tossine
  • Riconoscere ed eliminare gli agenti patogeni
  • Drenare l’accumulo di liquidi

Questi piccoli organi sono distribuiti all’interno del nostro corpo in gruppi e si concentrano nelle cosiddette stazioni linfatiche:

  • Dietro il ginocchio
  • A livello dell’inguine
  • Nel cavo ascellare
  • A livello della gola

Queste sono le stazioni linfonodali più importanti del nostro organismo e il massaggio linfatico deve sempre andare in direzione di una stazione linfatica. Per esempio, durante il massaggio di una gamba i liquidi devono SEMPRE essere spinti verso l’alto e mai verso il basso, perché bisogna agevolare il normale flusso linfatico verso i linfonodi.

Tutte le tecniche di linfodrenaggio

Il drenaggio linfatico può essere realizzato utilizzando diverse tecniche, a seconda delle esigenze della persona. Nella maggior parte dei casi il linfodrenaggio viene praticato da personale specializzato che ha frequentato corsi appositi, ma esistono dei dispositivi che consentono di eseguirlo anche in autonomia comodamente da casa.

Di seguito vediamo le tecniche più frequenti e più efficaci attualmente disponibili.

1. Massaggio linfodrenante

Il massaggio linfodrenante è una delle tecniche più utilizzate per drenare i liquidi in eccesso, in particolare quelli a livello degli arti inferiori. Consiste in un vero e proprio massaggio manuale che stimola il sistema linfatico e convoglia la linfa verso i linfonodi.

Aspetti importanti

  • Con le mani leggermente “a coppa” si preme delicatamente sulla zona interessata e si fa scorrere la mano verso le stazioni linfatiche
  • Si inizia dal distretto prossimale e poi si prosegue con le zone distali in modo da favorire il passaggio dei liquidi
  • Questa tecnica è particolarmente efficace a livello degli arti inferiori dove il ristagno è evidente quando il soggetto tieni gli arti per lungo tempo in posizione declive

Come si esegue il massaggio linfodrenante

Prendiamo come esempio il massaggio linfodrenante agli arti inferiori:

  • Si inizia dalla coscia e si fanno scorrere delicatamente le mani dal ginocchio verso l’inguine
  • Bisogna soffermarsi sulle zone che presentano maggiore aderenza e che sono più gonfie
  • Bisogna convogliare i liquidi dal cavo popliteo (dietro al ginocchio) all’inguine, cioè da una stazione linfatica all’altra
  • Successivamente si passa al polpaccio e, sempre applicando una leggera pressione, si direzionano i liquidi dalla caviglia al cavo popliteo
  • Il punto di partenza non deve obbligatoriamente essere la caviglia, si può anche partire dal polpaccio o dalla tibia anteriormente, dipende da dove si presenta il gonfiore, ma il punto di arrivo deve sempre essere il cavo popliteo
  • Infine si passa al piede dove i liquidi devono essere convogliati verso la caviglia, in particolare nella zona posteriore, dietro i malleoli.

Il massaggio linfodrenante trova ampia applicazione sia in campo riabilitativo che in campo sportivo. Principalmente viene utilizzato per ridurre il gonfiore dovuto a problemi circolatori e/o a traumi.

Difficilmente è eseguibile in autonomia perché richiede una buona conoscenza dell’anatomia e viene praticato da personale specializzato.

2. Pressoterapia

La pressoterapia è una tecnica di linfodrenaggio che si avvale di un dispositivo ad aria compressa per applicare una pressione graduata. Questa tecnica viene utilizzata principalmente a livello di arti inferiori e arti superiori e può facilmente essere eseguita anche in autonomia a casa grazie a dei dispositivi per uso domestico.
Aspetti importanti

Come si esegue la pressoterapia

Prendiamo come esempio la pressoterapia a livello degli arti inferiori:

  • Mettersi in una posizione comoda perché la pressoterapia verrà applicata per circa 45 minuti
  • Non è necessario togliere gli indumenti, tuttavia si consiglia di indossare abiti leggeri
  • Avvolgere le gambe con l’apposito dispositivo e fermarlo con gli strap in modo che aderisca bene senza stringere
  • Azionare il macchinario
  • A questo punto i gambali si gonfiano e applicano una pressione graduata, maggiore a livello dei piedi e minore a livello delle cosce
  • Dopo circa 45 minuti la terapia è conclusa, quindi bisogna solamente spegnere il dispositivo e slacciare i gambali

Che differenza c’è tra un macchinario professionale e uno a uso domestico?

Fondamentalmente funzionano nello stesso modo, la più grande differenza è che i dispositivi professionali di solito sono total body e consentono di impostare il livello di pressione desiderata nei vari distretti corporei.

I macchinari a uso domestico, invece, sono standard, hanno già tutte le impostazioni settate di default e bisogna semplicemente accendere il dispositivo e metterlo in funzione.

3. Bendaggio linfatico

Il bendaggio linfatico è una tecnica di linfodrenaggio che viene utilizzata principalmente negli ospedali, soprattutto nel caso di edema dovuto a interventi chirurgici che prevedono la rimozione dei linfonodi.

Anche questa tecnica deve essere eseguita da personale specializzato e non può essere riprodotta a domicilio, consiste in una fasciatura particolare che comprime gradualmente l’arto, esattamente come i dispositivi per la pressoterapia.

Aspetti importanti

  • Utilizzato soprattutto dopo interventi di mastectomia con conseguente linfedema al braccio
  • Questo bendaggio viene eseguito ogni giorno e poi rimosso dopo 24 ore circa
  • Anche in questo caso la compressione è graduata, quindi si comprime maggiormente a livello distale e man mano si riduce la pressione a livello prossimale
  • Il bendaggio linfatico raramente viene eseguito a domicilio proprio perché richiede la presenza di un professionista

Come si esegue il bendaggio linfatico

Prendiamo come esempio l’edema a livello dell’arto superiore dopo un intervento di mastectomia:

  • Il braccio deve essere posizionato in scarico, normalmente si posiziona un cuscino morbido sotto l’arto per mantenerlo in posizione antideclive, cioè contro gravità
  • Il bendaggio inizia dalla parte distale, quindi dalla mano avendo cura di lasciare libere le dita
  • Il bendaggio che si esegue è detto “a spina di pesce” perché le fasce vengono avvolte in due direzioni diverse
  • Si procede applicando un buona pressione distale che viene poi diminuita man mano ci si avvicina al cavo ascellare
  • Il bendaggio linfatico impedisce in parte i movimenti perché blocca due articolazioni: gomito e polso

Per eseguire il bendaggio linfatico è necessaria una buona manualità perché non è sempre facile capire quanta pressione si sta applicando.

Proprio per questo motivo, è essenziale mantenere libere le dita della mano perché permettono di monitorare il livello pressorio e, qualora diventassero bluastre, di agire tempestivamente in caso di pressione eccessiva.

Il bendaggio linfatico non è pericoloso e si è dimostrato anche un’ottima tecnica nel controllo del dolore in seguito a lesioni ulcerose.

4. Taping linfatico

Il taping linfatico è un cerotto elastico, noto anche come kinesiotaping, che viene applicato in caso di edemi dovuti a ristagno linfatico, a problemi circolatori e a versamenti dovuti a interventi chirurgici.

Per applicare questo cerotto è necessario frequentare dei corsi appositi che rilasciano l’attestato di abilitazione, tuttavia la sua applicazione non è complessa, è sufficiente conoscere alcune regole base.

Aspetti importanti

  • Il taping linfatico deve essere applicato con tensione zero, cioè senza allungare il cerotto
  • Il taping viene tagliato in modo che ci sia una zona detta “ancoraggio” dalla quale partono diverse code di ampiezza variabile a seconda del distretto interessato. Normalmente le code vanno da 2 a 6
  • L’ancoraggio deve essere applicato a livello delle stazioni linfatiche mentre le code devono seguire le vie linfatiche principali
  • L’obiettivo è lo stesso delle altre tecniche: convogliare i liquidi verso i linfonodi in modo che vengano drenati

Come si applica il taping linfatico

Prendiamo come esempio l’edema a livello degli arti inferiori:

  • Pulire accuratamente l’area di applicazione, in particolare non devono essere presenti creme né unguenti che potrebbero compromettere l’adesione del cerotto
  • Tagliare il cerotto della lunghezza desiderata e preparare l’ancoraggio e le code
  • Si inizia incollando l’ancoraggio a livello del cavo popliteo o leggermente sotto al ginocchio posteriormente
  • Poi si incollano le code partendo da quelle esterne e spostandosi via via verso l’interno
  • In questo caso l’applicazione è doppia, cioè vengono incollati due cerotti, uno drena la zona destra e l’altro la sinistra
  • Le code devono terminare più o meno alla caviglia
  • A questo punto si procede applicando il taping anche al piede
  • Si preparano altri due cerotti, con ancoraggi e code
  • Si applicano gli ancoraggi dietro la caviglia, in particolare dietro i malleoli
  • Si incollano le code in direzione delle dita dei piedi
  • In questo modo si crea un disegno sulla parte anteriore del piede dove le code si incrociano

Il taping viene molto utilizzato anche in ambito sportivo e non trova applicazione solamente nel caso di problemi linfatici, infatti è un ottimo metodo per ridurre il dolore dovuto a patologie articolari, traumi o infiammazioni e viene utilizzato persino nel caso di dolore neuropatico, per esempio in seguito a patologie neurologiche.

Conclusione

Come abbiamo visto, il linfedema è un problema molto invalidante che ha un grande impatto sulla vita dell’individuo non solo dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista funzionale. Infatti, oltre al gonfiore il linfedema causa anche dolore, rigidità e difficoltà di movimento.

Il linfodrenaggio è una tecnica che permette di mobilizzare i liquidi stagnanti e indirizzarli verso i linfonodi in modo che vengano drenati.

Nella maggior parte dei casi il linfodrenaggio viene eseguito da personale specializzato, ma esistono anche dei dispositivi che consentono di eseguire la pressoterapia a domicilio e che rendono questa tecnica più economica e accessibile a tutti.

Le principali e più efficaci tecniche di linfodrenaggio sono:

  • Massaggio linfodrenante
  • Pressoterapia
  • Bendaggio linfatico
  • Taping linfatico

A seconda del distretto interessato e dalle cause del linfedema si sceglie la tecnica più efficace e meno invasiva per migliorare il più possibile la qualità di vita della persona.