5 ragioni per cui dovresti usare l’idropulsore dentale

Uno degli accessori fondamentali per la cura dei denti fai-da-te è l'idropulsore. Scopri quanto può fare per la tua igiene orale!

5 ragioni per cui dovresti usare l’idropulsore dentale
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Non tutti lo conoscono, trattandosi di un dispositivo elettrico creato di recente, ma certamente destinato ad incrementare la propria popolarità nei prossimi anni.

L’idropulsore dentale ha il potere di proteggere dal rischio di infezioni e carie, grazie alla sua duplice funzione: eliminare i residui di cibo e abbassare la carica batterica presente all’interno del cavo orale. A tal proposito, è possibile utilizzarlo anche in combinazione con il collutorio, versandone poche gocce all’interno del serbatoio.

Proprio perché non ancora noto come dovrebbe, vale la pena descriverne le funzioni più importanti, onde comprendere meglio i possibili vantaggi derivanti dal suo utilizzo. Di seguito, elencheremo tutte le buone ragioni per integrarlo nelle proprie abitudini quotidiane di pulizia orale.Se vuoi scoprire di più su questi prodotti puoi anche consultare la nostra guida che elenca i 10 migliori modelli di idropulsori.

Inutile affermare che la salute dei denti e delle gengive passi soprattutto da una corretta igiene orale e da controlli periodici presso il proprio dentista di fiducia; tuttavia, se hai deciso di prenderti cura in maniera più attenta ed approfondita dei tuoi denti devi assolutamente prendere in considerazione l’acquisto di un idropulsore di qualità.

Quanto spesso fai la pulizia dal dentista?

Cos’è l’idropulsore dentale e a cosa serve?

L’idropulsore, detto anche idrogetto o irrigatore, è un dispositivo pensato appositamente per la pulizia dentale, adatto a tutti i tipi di utilizzatori: bambini, adulti e persone che portano apparecchi ortodontici, ponti, corone e protesi, possono trarne vantaggio, in virtù di un’ampia gamma di funzioni.

Gli idropulsori si caratterizzano per la presenza di una piccola pompa in grado di spingere l’acqua dal serbatoio al beccuccio, erogandola attraverso un ugello direzionato. In sostanza, si tratta di una cannula che spinge l’acqua o il collutorio con una potenza variabile verso le aree della bocca altrimenti impossibili da raggiungere.

Ma lo spazzolino non basta?

Né le setole dello spazzolino (che si tratti di quello tradizionale o di un modello elettrico di nuova generazione), né il filo interdentale generalmente riescono a rimuovere i residui di cibo più ostinati dalle aree meno raggiungibili delle arcate dentali. Al contrario, l’idropulsore, in virtù della sua usabilità e della possibilità di direzionare il getto, riesce a donare una profonda sensazione di pulizia e freschezza. Gli idropulsori dentali sono accessori che non possono sostituire in alcun modo lo spazzolino, ma assolutamente necessari per una pulizia più ampia e precisa. Di conseguenza, se ne consiglia vivamente l’integrazione con la normale pulizia dei denti; come accennato in precedenza, l’idropulsore è indicato soprattutto a chi indossa protesi ed ha problemi con l’uso del filo interdentale.

Per utilizzarlo nella maniera più corretta possibile vale la pena chiedere consiglio al proprio dentista e/o igienista dentale, domandando loro chiarimenti sulla base delle proprie esigenze personali. Ognuno, infatti, deve impostare l’idropulsore sulla modalità a lui più congeniale, senza mettere ulteriormente a rischio la salute del proprio cavo orale.

Motivi e benefici per cui dovresti usare l’idropulsore

Motivi e benefici per cui dovresti usare l’idropulsore

Diamo ora un’occhiata ai 5 benefici maggiori che un idropulsore può garantire.

1. L’idropulsore agisce in profondità

Il primo buon motivo per cui è utile impiegare un idropulsore riguarda la pulizia degli spazi interdentali più difficili da raggiungere, nonché del bordo gengivale. È proprio qui, infatti, che la placca batterica tende ad accumularsi e a solidificarsi trasformandosi poco per volta in tartaro. La placca presente sul bordo gengivale e negli spazi nascosti è a prova di spazzolino e, nel caso di apparecchi o protesi che complicano le operazioni, anche di filo interdentale. È probabile che quando lavi i denti non te ne accorgi, eppure questi spazi restano “sporchi” per molto tempo, a meno che tu non sia solito sottoporti a sedute regolari di igiene professionale.

Chi non prende nessuna di queste precauzioni, è destinato a veder aumentare progressivamente la presenza di placca e tartaro sul bordo dei denti, in grado di provocare danni sempre più evidenti e, in alcuni casi, dolori abbastanza forti. Utilizzando l’idropulsore, invece, avrai la certezza di agire in profondità, anche quando non vedi o non senti eventuali residui.

2. L’idropulsore riduce il rischio di sviluppare carie e gengiviti

Proprio in virtù delle capacità descritte nei paragrafi precedenti, l’idropulsore è in grado di ridurre notevolmente il rischio di infezioni, infiammazioni e carie. Cibo e placca, infatti, danno vita a processi degenerativi spesso irreversibili, che attaccano gengive e denti e possono causare dolori piuttosto intensi.

Se tieni alla salute della tua bocca e desideri arginare il rischio di infezioni e carie, la soluzione è migliorare la qualità della tua igiene orale, rendendola più accurata e profonda. Del resto, la salute della bocca è legata a doppio filo alla prevenzione e l’idropulsore figura senza dubbio tra le migliori forme di prevenzione attualmente disponibili.

3. L’idropulsore è deciso e al contempo delicato

L’idropulsore è un dispositivo pensato per agire in maniera decisa ma anche delicata: la potenza del getto d’acqua, infatti, è modulabile, oltre che progettata proprio per spingere via i residui sui quali lo spazzolino da denti e il dentifricio hanno potuto poco o nulla. Se usato bene e in maniera aderente ai consigli del proprio dentista, questo accessorio non risulterà affatto aggressivo, né doloroso. A differenza del filo interdentale e dello scovolino, non provoca sanguinamento gengivale e spinge via i residui della cui presenza non ti eri accorto.

4. È uno strumento pratico e comodo

L’uso dell’idropulsore è estremamente comodo, oltre che veloce. È sufficiente caricarlo con acqua ed eventualmente con qualche goccia di collutorio e puntare il beccuccio contro il bordo gengivale e le aree più nascoste della bocca (vale la pena avere particolare cura dei denti del giudizio, dietro i quali possono nascondersi residui di cibo). Basteranno pochi secondi per avere la certezza di aver eseguito un’igiene sicura e completa. L’uso è semplicissimo, non invasivo e totalmente indolore; già dopo il primo utilizzo sentirai il piacere di una bocca fresca e pulita.

5. Massaggia le gengive stimolando la circolazione sanguigna

Il massaggio alle gengive è una soluzione davvero efficace, in grado di offrire numerosi benefici. I massaggia-gengive sono indicati fin dalla tenera età: nei neonati, infatti, il massaggio gengivale allevia il dolore e il fastidio provocato dalla comparsa dei primi dentini da latte. Ma questo genere di massaggio, che può essere eseguito anche con l’idropulsore, non giova soltanto ai neonati, ma anche agli adulti con denti perfettamente sani e a coloro che soffrono o hanno sofferto di disturbi come la parodontite.

L’obiettivo di ciascuno non deve essere rimuovere soltanto la placca batterica, ma anche ricreare quella condizione di perfetta aderenza ed equilibrio tra osso, gengiva e dente che è possibile osservare nei pazienti sani. Pertanto, tra le numerose tecniche di spazzolamento e pulizia, vale assolutamente la pena utilizzare anche la cosiddetta “compressione intrapapillare“, una terapia igienica basilare e di facile esecuzione che ognuno può effettuare anche a casa propria. Basta dotarsi di un idropulsore ideale per il massaggio del bordo gengivale.

Di sera, prima di coricarsi, sono sufficienti 2/3 minuti di lavaggio con idropulsore il quale, oltre a rimuovere la placca, riduce la tasca gengivale e il numero di germi e batteri ivi presenti.

Questa procedura offre anche un altro vantaggio importante, essendo in grado di cheratinizzare, ovvero rendere più resistente, la zona papillare, che costituisce il principale ingresso dei batteri nel parodonto.

Inoltre, grazie all’aumentata circolazione sanguigna e a una netta diminuzione della quantità di batteri, la gengiva torna ad essere del suo colore tipico, il cattivo odore tende a sparire, il sanguinamento cessa e la mobilità dentaria diminuisce. Chiaramente, la percezione di questi cambiamenti incrementa l’autostima del paziente nel proseguire una terapia che richiede pochi sacrifici.